venerdì 5 febbraio 2016

Dada a Zurigo

http://www.rarebooksdigest.com/2016/02/05/dada-is-100-years-old/

venerdì 22 gennaio 2016

era ieri

Era otto giorni fa, era un inciampo fra i miei desideri, è stato un giorno bello.  È stato un giorno di Svizzera e neve e scarpe nere lucide nuove.
Vedere il lago, i luoghi del windsurf e la rappresentazione della libertà  (la tua).
Quel paragone, quella simbiosi. Ci tenevo
Resteranno le impronte di noi.
Noi per una volta  all'esterno, mani strette Wagner labbra
E adesso
In una manciata di giorni tu sei lontano in quell'oblio che tanto tenevo e io.
Io.
[È difficile. Ma va bene.[

martedì 19 gennaio 2016

lunedì 4 gennaio 2016

Scritti impermanenti #facebook

Il fatto è che vorrei andare via da Facebook,  poi mi ritrovo a passarci un tempo che si dilata e si dilata anche controvoglia.
Racconto aneddoti,  piccole storie,  oppure condivido cose.
Quando racconto non penso mai al luogo volatile a cui affido pensieri e tracce o foto e didascalie,  destinate a sparire nella cronologia e nella memoria di chi le commenta o esprime apprezzamento. Se tutto è impermanente e brevissimo,  uno status su Facebook lo è più di molte altre cose ma, nel momento in cui lo scrivi hai la percezione inversa. Arrivano like e commenti.
C'è una soddisfazione istantanea e quasi bulimica,  un appagamento veloce che sazia come un pasto troppo pesante.
Un lungo matrimonio malinconico.
Non ti alzi da tavola se non sono finite le portate, e quando ti alzi senti quello scarto fra presente e passato, quell'impercettibile stacco che rende nocivo e non necessario l'attaccamento.
Eppure su Facebook ci si attacca.
Ai nostri autoscatti.
Alla nostra immagine, alla parte di noi -decisamente parziale -che ci piace sia nota, e lo resti.
Ci sono cose che ho scritto su Facebook e mi mancano.
Vorrei averle appuntate altrove.
Potrei cercarle, far scorrere il tempo all'indietro e fare tanti copiaincolla ma non penso mai che possa essere così importante e valere la pena.
Così ho scaricato Blogger sullo smartphone e ho deciso di scrivere qui.
Se è qualcosa di lungo, intimo, importante.
Posso fare a meno dei mipiace, di quell'istantaneo e labilissimo apprezzamento che succhia sangue ed energia.
E magari, qui, diventa uno scrigno di tracce importanti.
O utili.
È solo il contorno che cambia.
Si tratta di spazio. Su un telefono.

Duemilasedici

Uno sguardo alle prospettive.
Ancora lentezze.
Un lavoro -in - progress.
Sull'amore nella città di Z.

E
Il resto

mercoledì 30 dicembre 2015

Appunti di lavoro. Su corpo spazio e scrittura

"... Silvia Federici ha detto che il corpo è per le donne ciò che la fabbrica è per i lavoratori: il luogo in cui si pratica l'oppressione, ma anche lo spazio nel quale agire la propria liberazione. La scrittura è la tecnica che ci ha aiutato a intervenire nella cartografia dominante per smontarla, producendo narrazioni dissidenti, mappe alternative del corpo. Io sono erede di quella tradizione femminista".
Paul .B. Preciado. intervista a Repubblica

La scrittura è la tecnica che ci ha aiutato a intervenire nella cartografia dominante per smontarla.

Produrre narrazioni dissidenti.
Mappe alternative del corpo

[appunti. Nozioni d'appartenenza]

Sull'amore nella città di Z.

Potrebbe essere una storia autonoma.
Un racconto a puntate, per il blog
O un ebook, invece.

Potrebbe diventare un capitolo del nuovo romanzo a cui ho cominciato a lavorare
So solo dell'urgenza di lavorarci.
So solo questo per adesso.