domenica 19 aprile 2009

Hotel Ermitage. Potrà essere casa e tana, forse. Lo sento, lo vedo.
"Potrai ritornare"
oggi, appena arrivata ti piace pensarlo, sapere dell'accesso, della scala ripida, della porta sempre aperta,ti fa sorridere di compiacimento.
Casa e tana dalle porte rosa
il "tutto è possibile" che imbottisce lo sguardo.

Hotel Ermitage e il giovane proprietario che sorride e nello sguardo c'è malinconia e delicatezza
sguardo che carezza
( brivido di desiderio)
scambio di poche parole e documenti
termosifone al massimo
la sera dopo aver cenato al ristorante turco si fanno le scale con più lentezza
( stomaco pieno di sapori e odori che hanno ubriacato)
la sera aspetto la piccola stanza e il suo calore, dalla finestra guardo la strada, la piazza
contorni che confortano
che sento disegnati addosso
trabocco
mi aggrappo
mi ferisco tenendomi a ricordi
a brividi mai leniti
mai diventati memoria asettica
mai coperti da coltri di oblio
sfido emozioni oblique che potrebbero travolgermi
hotel ermitage-quasi casa, ormai