La reazione inerme e sperduta
reazione venduta come puttana
o scatola di catrame
venduta come ciarpame
spazzatura ammucchiata,
distrattamente rovesciata
sulla strada deserta
reazione specchio delle mie brame
Corpo incontrollato
bastardo e avvilito
nelle viscere toccato
hai smesso di collezionare controvoglia
ipotesi sulla sua vita,
su quella vita compresa in una storia,
da un punto all'altro una linea retta,
passione maledetta che un giorno disse forse,
che un altro
rincorse
verso un invisibile reso possibile
da fantasia malata da fantasia estatica e storpiata
dannato corpo stordito
ti sei sdraiato
a occhi chiusi
avresti voluto fare
una cosa sola
urlare
bere e scopare
come una volta
con lui
Dannato corpo ferito
non stoppi le lacrime,
non basta un dito
hai bisogno di aiuto
dolore più forte
parole sofferte
una storta, una dritta
un attacco di panico
un collocamento tremolante nel pensiero distante
nel sembiante,
fottuto corpo alla ricerca
della merda che si nasconde
dello splendore che si rivela
ora finalmente si svela
si abbelliscono le stanze
e quello che gli avevi appiccicato addosso
si rivela falso a metà
si rivela un po' la realtà
e quella fantasia che vuol essere autolesionismo e anestesia
illusoria drammatica poesia
è la tua epica la tua ossessione
scrivi e ancora scrivi con febbrile impeto e dedizione
Non dimentichi notti bruciate
mai veramente trascorse, scivolate nell'oblio, affondate, sfamate, ora sai
