Sono tali le crepe e le vedi ingiuste e ti domandi troppo "Ansiolin"? Troppo "Noan"? Poi capisci che fra i vicoli e gli scoli trovi sempre sembianti somiglianti che sono altro, altro mestamente sgradevole, ma sono anche il tuo specchio( rotto con facilità a volte, in frantumi con un niente nello stesso modo di quello che vedi, adesso, incrinarsi, davanti ai tuoi occhi, e il fatto è che non ti frega più di tanto, scorre)
Finirà che lascerai galleggiare solo una tiepida gratitudine per essere stato la causa di quell'incontro, quello rimasto ficcato dentro, intriso dentro, 28ottobre2008, radio bolognese di controinformazione.
Quella gratitudine resterà incancellabile, indelebile, marchiata, tatuata sul dorso, riportata dove avvenne il primo bruciore di cicatrice, ecco, questo resterà, indissolubilmente legato ma comprimario, anzi comparsa.
sul resto pesano detriti, ingratitudini, onde d'urto, un dare esagerato- tu pensi, tu sai- un offrire e offrirti esasperato( nella vana ricerca amicale del doppio di quello che sai di aver perduto)
Sul resto rimane il bisogno di un tempo che si metta in mezzo, che silenzi paragrafi, parole, scritte o dette. Che silenzi ogni cosa. Ogni recriminazione ansiosa, ogni voglia di mantenerla un'amicizia da prima fila quando può salire nel loggione fino a data da ripensare.
