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lunedì 26 aprile 2010

In my veins



you have been that for a while,
lo sei stato, lo sono altri ormai, provarlo, dirlo, sentirlo, lasciarlo pulsare into the veins it's not easy, e non lo è stato affatto, un sentimento, un desiderio una pretesa a tratti violenta, uno sfratto dell'assenza, una intontita cadenza. Ma accidenti. Non è roba da poco, irrilevante gioco meschino, è dolente reale desiderio e poi carnale sentire in frontiere segnate attraverso il gioco a dadi di una geopolitica improvvisata, su una carta geografica già sorpassata, già obsoleta, già fatta in carne da macello, in brandelli ed orpelli da gloria a qualsiasi dio nell'alto dei cieli che mi veda in terra come portatore di buona volontà e magari mi salvi
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questo. ma il mio corpo non somiglia a quella carta incendiaria, forse è incendiabile, persino scomponibile, sconcio nel pretendere ( ti. voglio. fare. un.pompino. e. non. è. un. gioco. del. mattino), sconcio nel darsi, corpo di scrittrice- meretrice, a tratti- solo a tratti- di consumata attrice che il maleficio non sfugge, che la strega non riconosce, che dice e non dice, che si concede, e si vede nello specchio di alice ( ma è tutto sfocato, era 3D, occhiale apposito buttato) Alle tre dimensioni ho sempre favorito quella della mia miopia che vede bellezza, carnalità possibile, intimità, sudore, vertigine di respiri, fisionomie dinamiche e intrecciate, anche dove, alla fine, non c'è che un'illusione ottica. Autostrada di notte, prossima uscita, no, non ancora.
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you have been that for a while, il sangue si è depurato di scorie adagio adagio, ormai, è rimasta una mano bruciata dalla famosa sigaretta, e una follia stracciata come una carta sbagliata, nella fretta, it was born in the rain, lo ricordo io e anche tu e died diuring a strange spring. Spring non significa mai rinascita reale. La rinascita (carnale o meno) è interiore, e nelle vene è scorso sangue+ dolore+ follia+ diazepam+ eresia ( essere eretica mi è sempre piaciuto) è andata così. Poi la mossa dell'arroccamento ha dato a tutto un nuovo piano- sequenza, vedessi che frames stavolta, un portento.(Le marchand de sable est passé)

( sorry for the soundtrack, it's simply necessary)
( pubblicato in forma leggermente diversa, originariamente su http://eroticnotes.menstyle.it)