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sabato 24 aprile 2010

Nella città dell'illusione

Devastata la città si illumina di zampilli di luce senza pace, rosa, gialla, blu, fucsia, verde, devastata la strada è piena di detriti, pezzi d'intonaco, tranci di pizza addentata e buttata, rossetti non finiti, infradito da supermercato lise e abbandonate, preservativi, tanti, malinconia rappresa in monili troppo infantili per trovarsi proprio qui. Bambole -faccia - di ceramica- al mio passaggio emettono una eco di stupore, ohhhhhh! Io non le guardo, non guardo i loro occhi, a volte dalle pupille diverse, a volte finti come loro, a volte semplicemente inesistenti, occhi- fosse scavate nella creta delle loro fisionomie infelici.
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Io sono nuda, e nuda cammino per la zona di devastazione, la Città Illusione, viene chiamata, la promessa mancata di architetti perfetti scacco matto-prendo tutto. La Città per puttane e pervertiti, una sveltina ** euro, un pompino senza guanto, dai che ti frega *** euro, e se mi fai un servizio completo, allora possiamo arrivare a cifre molto, molto più consistenti. La Città Illusione conosce i suoi venditori di chimere e digrigna i denti, in certe sere disfatte, in cui perdo la bussola, la strada e la mia storia passata e mi ritrovo a percorrere angoli imprevisti, a ricordare i rischi passati e gli sfondamenti futuri, i sicuri dolori, i pochi piaceri mercenari. Con le mie calze feticcio, la mia magrezza" forse sono malata ma preferisco non sapere", il mio stupore verso ogni animale viscido e incombente che mi scivola accanto per scoparmi, umiliarmi, nemmeno guardarmi.
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Chimere restano anche accartocciate vicino a venditori di Kebab che hanno imparato l'italiano e l'atto di dolore, la messa in latino e la quantità di minuti che può durare, per essere perfetto un pompino, hanno dimenticato il nome arabo dell'atto impuro, e sanno che piegandomi la testa con le grosse mani a pala vanno di certo sul sicuro. Intanto. Intanto le luci nella Città Illusione si fanno caleidoscopio di una scia di passione poveraccia, di una passione stracciata, di una armonia devastata da tsunami improvvisi e da croci di crociati, le luci si allargano, blu, rosa, fucsia, verde, illuminano parallelepipedi di cemento, chi sta fuori a sniffare e pisciare dietro le rose e chi è dentro, la Città non ha nessun problema. Che tutto questo accada, che inizia e finisca nella vertigine di quello che lei è, una rifrazione sbagliata
( apparso in forma leggermente diversa su http://eroticnotes.menstyle.it)