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giovedì 6 maggio 2010

non so neanche se lasciare che tutto, proprio tutto quello che è stato illusione piccina, traccia di passato, possa cadere a terra, frantumarsi, ridursi in minuscole schegge e far male, conservarla quell'illusione, manipolarla ancora senza timori o paure, senza ansie o follie, serbarla fra le mani strette, fra le cose mie, le vertigini passate, le opache folate di vento di una primavera tardiva, e poi sovvertire, sentire dita fredde e reticolo venoso che rallenta, sentire la tensione che stenta, e poi sovvertire ancora, con piccole scelte, grandi decisioni, affanni, felicità improvvise, e le solite desolazioni. ecco, non so.

mercoledì 5 maggio 2010

A mon étoile( disperato, allora, sarà il mio canto.)

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Des soleils qui s'inclinent comme on a pas le choix il nous reste le coeur.


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A mon étoile lascio che arrivi il tuo canto e il tuo volto( e solo e perdente arriverà il tuo canto e sola e perdente ti allungherò la mia mano)
la mia stella è la stella dello stolto. la stella degradata, quella della pelle corrosa, della vista annebbiata, a mon étoile lascio che arrivi la tua bellezza da vertigine, da privare la ragione, a mon étoile lascio tutta la tua ( e la mia disperazione): che si potrà essere DANNATI o CON-DANNATI alla disperazione, all'infelicità senza soluzione ma fatta solo di continuità, ma la stella( ologramma d'illusione inesistente) la stella è ancora là, stella d'oriente e d'occidente, stella senza discriminazioni
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si tu cherches un abri inaccessible stella d'amori che sono punizioni, di sesso senza volontarie limitazioni, nello spazio e nel tempo, stella di vento e di sangue, stella che langue nel dolore della carnalità impazzita che si cerca intera, nel bisogno d'amore, stella d'assedi e punizioni che per le punizioni ti fai bella, per gli assedi ti fai guerriera e sai essere stella della sera, dell'assenza a Zurigo, della presenza in frontiera di chi non ha mai detto, giudicato, frantumato o remato, contro ogni stato se non quello di malattia, stella che ti sbricioli sul mare e che sei la mia ( e solo e perdente e di smisurato amore di sfrangiato dolore in pezzi e intontito e fremente arriverai con la tua musica e il resto che è niente ma non è detto, che il resto ed è tutto, ma non ancora fatto)
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a mon étoile dedichi il tuo canto, prima che la stella sparisca, prima che cessi l'incanto di devastazione che è la vita e la sua logica sbrecciata, la sua essenza spezzata, che si piega in due su un qualunque cesso di un bagno di stazione, in un qualunque angolo-protezione a vomitare il disgusto carnale di qualcosa non voluto, l'ennesimo rifiuto, o quell' accettazione passiva quieta e normale, quella banale, che fa male, che incide la pelle nel volersi ACCONTENTARE E ANCORA ACCONTENTARE E ANCORA..

che non fa essere intera e neppure vera ogni azione, che fa sollevare maree durante l'alcolica illusione d'amore che perdura, che fa sfuggire nell'ipnotica scansione di minuti di musica ogni possibile fottuta paura mais
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a mon étoile

abortire rancori lasciando che i grumi di sangue insegnino le linee guida per dominare il caos
dominare furori amorosi sentimenti stenti e distinti saluti da chi esce e deve lasciare perché spaziare diventa necessario e vitale
assoldare dinamismi a cottimo, quando si desidera solo vegetare nel limbo del non-essere, non compatire, non competere, non desiderare.

ecco. dinamismi a cottimo. oppure niente.

Noir Désir - A ton étoile (Yann Tiersen remix)



Questo video si collega al racconto che segue. Racconto? Gemmazione, dichiarazione d'intenti fatti come una vertigine. Dove ci sta l'intimità negata, quella sperata, quella sparsa e dispersa, come noi, noi dispersi e perdenti con un debito a chi canta alla nostra possibile, lontana, inattingibile stella questa canzone meravigliosa, conforto di notti, tana del sonno che non arriva, del lavoro arretrato, del pensiero bagnato di nostalgie, di altre vie

A la joie, a la beauté des reves

ed è per il desiderio di un'intimità condivisa che tutto facciamo, che ogni cosa compiamo irrequieti, dannati, ebbri, insoluti, ansiosi e talora perduti
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Comme on n'a pas le choix il nous reste le cœurTu peux cracher, même rire, et tu le dois
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e per l'intimità ci illudiamo che le stelle possano guardarci, benedirci, sceglierci, seguirci, e per l'intimità dei corpi che avvicina le anime e ne fa rifugio, e per l'intimità come valore non d'uso ma solo valore, come calore condiviso, come semplice abbraccio seguito da un sorriso, noi tutto, davvero tutto compiamo, crollando erosi, ritirandoci feriti, ritornando sbrecciati nelle parti molli, nei ventricoli del cuore, pronti, sempre pronti a ricominciare, a cercare ancora, finché c'è vita e voglia, di sensualità, carnalità, vicinanza e soprattutto e forse solo amore
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A la joie, a la beauté des reves a la melancolie, a l'espoir qui nous tient
( grazie a Bertrand sempre perché riesce ogni giorno a rinnovarmi la speranza, nonostante)