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mercoledì 5 maggio 2010

A mon étoile( disperato, allora, sarà il mio canto.)

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Des soleils qui s'inclinent comme on a pas le choix il nous reste le coeur.


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A mon étoile lascio che arrivi il tuo canto e il tuo volto( e solo e perdente arriverà il tuo canto e sola e perdente ti allungherò la mia mano)
la mia stella è la stella dello stolto. la stella degradata, quella della pelle corrosa, della vista annebbiata, a mon étoile lascio che arrivi la tua bellezza da vertigine, da privare la ragione, a mon étoile lascio tutta la tua ( e la mia disperazione): che si potrà essere DANNATI o CON-DANNATI alla disperazione, all'infelicità senza soluzione ma fatta solo di continuità, ma la stella( ologramma d'illusione inesistente) la stella è ancora là, stella d'oriente e d'occidente, stella senza discriminazioni
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si tu cherches un abri inaccessible stella d'amori che sono punizioni, di sesso senza volontarie limitazioni, nello spazio e nel tempo, stella di vento e di sangue, stella che langue nel dolore della carnalità impazzita che si cerca intera, nel bisogno d'amore, stella d'assedi e punizioni che per le punizioni ti fai bella, per gli assedi ti fai guerriera e sai essere stella della sera, dell'assenza a Zurigo, della presenza in frontiera di chi non ha mai detto, giudicato, frantumato o remato, contro ogni stato se non quello di malattia, stella che ti sbricioli sul mare e che sei la mia ( e solo e perdente e di smisurato amore di sfrangiato dolore in pezzi e intontito e fremente arriverai con la tua musica e il resto che è niente ma non è detto, che il resto ed è tutto, ma non ancora fatto)
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a mon étoile dedichi il tuo canto, prima che la stella sparisca, prima che cessi l'incanto di devastazione che è la vita e la sua logica sbrecciata, la sua essenza spezzata, che si piega in due su un qualunque cesso di un bagno di stazione, in un qualunque angolo-protezione a vomitare il disgusto carnale di qualcosa non voluto, l'ennesimo rifiuto, o quell' accettazione passiva quieta e normale, quella banale, che fa male, che incide la pelle nel volersi ACCONTENTARE E ANCORA ACCONTENTARE E ANCORA..

che non fa essere intera e neppure vera ogni azione, che fa sollevare maree durante l'alcolica illusione d'amore che perdura, che fa sfuggire nell'ipnotica scansione di minuti di musica ogni possibile fottuta paura mais
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a mon étoile