Translate

giovedì 2 giugno 2011

Storie di angeli e desideri



(immagine di Filippo Mazzucato)


Ci sarà l’angelo che tiene accanto, immobile su uno di questi tetti, sulle terrazze dei grattacieli, in uno di questi notturni anfratti, cangianti e a tratti spaventosi?( dimmi che ci sarà, ingannani per un brevissimo frattempo, lasciami illudere che non sarà solo solitudine e sbandamento, ci sarà, ancora, ti ripeto?) Forse più di un angelo, forse più mani per cullare, toccare, carezzare, sentire. Solo attraverso il tatto, afasici ed enfatici umanissimi angeli da profana visione materializzati con vesti antiche, tessuti grezzi dei corredi delle nonne, con abiti bianchi appena macchiati di sangue nel ventre, o nerovestiti. Angeli con ali che volano solo nelle notti delle città non invisibili, angeli con desideri così carnali da non sembrare tali, anzi.Hanno un pezzo di cuore e di viscere e desiderio in una città di grigi e di notti precoci e di ore precoci e a volte parlano con i cigni in quel fiume dove hanno lasciato le tracce di una promessa, confrontano lo spessore e il colore delle piume, il loro – quello degli angeli col cuore diviso, che sanguinano e svengono senza preavviso- il loro colore è sempre più scuro, più rovinato, sporcato dalla vita rotolante in terra che hanno accettato, voluto, rischiato. Ma lo fanno. Tengono accanto. Con la Grazia tutta carnale. Con il desiderio che si infrange in un caleidoscopio sottratto da un monastero zen e venduto in un posto segreto a un prezzo segreto. Quel desiderio. Brillante, luminoso, totale. Che ruotando, adagio, facilmente diventa amore.Quale tipo d'amore poi. Questo è un disperato confronto serrato e verboso che si ripete, si magnifica, si intorbida e si glorifica. Quale tipo di amore è l'argomento ricorrente che si avvinghia al non detto, il sottotraccia di ogni conversazione, quale tipo di amore è sottotitolo di dissoluzione, voglia di domandare, imposizione a modificare.
Quale tipo di amore non importa. Non ha davvvero nessuna importanza.