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mercoledì 30 dicembre 2015

Sull'amore cattivo. Fine anno che splende.

E' fine dicembre e come sempre non faccio propositi che andranno disattesi, tanto meno liste "del meglio di".
Il 2015 è stato per le letture un anno buono: ho avuto la fortuna di incontrare libri d'esordio che mi hanno colpita e seconde prove di bella conferma - penso a La forma minima della felicità (Baldini&Castoldi) di Francesca Marzia Esposito e a Seconda stella a destra (Ad est dell'equatore) di Janis Joyce Laura Bettanin, tra gli altri.-
C'è un libro però che in chiusura d'anno mi sento di *dover* segnalare.
Perché raccoglie pagine tra le più belle mai scritte sull'amore, la sua assenza, il suo danno.
Pagine che parlano con uno stile unico, che personalmente ho trovato straordinario, di "che cosa di se stessi - delle proprie aspirazioni, dei desideri, di ciò che attiene al sogno - si è disposti a cedere, quanto bisogna mendicare per strappare anche solo infimi atomi di amore a riparare i danni ricevuti da una famiglia manchevole, dagli equilibri radicati e malsani, dove non sono di casa né accoglienza né umanità."
E di "fino a che punto il bisogno di accettazione, di riconoscimento della dignità di persona, la fame di cenni pur minimi di ascolto o attenzione ottunde in alcune donne - sebbene colte, con tutti gli strumenti del raziocinio affilati, efficacemente gestiti negli altri campi esistenziali - la capacità di discernere il bene dal male e lascia che vengano inghiottite da un inferno vorace da cui non c’è ritorno, in qualunque forma esso si presenti..."
E' l'amore cattivo (Giraldi) di Francesca Mazzucato, prefazione di Camilla Ghedini.
Un gioia vera, recensirlo: ha una prosa personalissima, controllata, meravigliosa ed è libro di monito e denuncia.
Anche il 2016 è un buon anno per leggerlo.

Anna Vallerugo.
Qui, la splendida recensione di Anna, appena uscito il libro su Satisfiction