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mercoledì 13 aprile 2016

Identità social. Cosa sono e chi sono

Zuckerberg vuole rendere ineluttabile Facebook.
Da sempre.
È il tuo mondo, la tua rete, la tua messaggistica.
Sparisci o muori e sappiamo chi sei dalla tua pagina Facebook.
Cosa condivideva l'assassino? 
Cosa condivide lo scrittore?
Lo scrittore poi si crea una rete di altri scrittori,  editor, traduttori,  wannabe o professionisti non importa,  non conta, il filtro è più emotivo che riflessivo.
Per il wannabe audace, è terreno fertile di spargimento semi e filamenti per l'ego bisognoso altrui.
Poi ci vuole niente e quando salta fuori il romanzino,  qualche volonteroso che pubblica  c'è sempre.
Fioriscono poi i ringraziamenti.
Gli omaggi.
Il favore dato-reso-dato.
Ma va bene.
Sono le dinamiche manifeste di consorteria, tutte italiane.
Altrove, meno.
Sono più "bold". E non è esterofilia. Sono solo dati di fatto.
Tornando al network di Zuckerberg,  solo se te ne vai capisci quanto serio era il tuo invischiante legame.
Non c'è app da mobile da togliere.
Devi proprio disinstallare.
Poi ti garantiscono che resterà tutto così.
Che basterà rimettere la mail.
Lo sai.
E ti tenta.
Sempre, per un po' ti dici, ma forse.
Magari. Però, no.
Torni a Twitter,  come avevi già fatto in passato.
Capisci che in fondo lo preferisci sempre.
Ma sulla tua identità social, vuoi ragionare.
E dare al corpo quella parte di attenzione che legava allo spazio vorace di Facebook .
Valuterai in seguito.
Per ora, prendi cura.